Appendino: 20 i milioni stanziati dal DL Rilancio per il Centro ricerche nazionale per l’automotive.

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Chiara Appendino:

Sono 20 i milioni stanziati dal DL Rilancio per il Centro ricerche nazionale per l’automotive. Nell’ambito del progetto sull’Area di crisi industriale complessa. 

Si tratta di un centro che verrà creato al fine di favorire i processi di transizione ecologica nei settori della mobilità sostenibile pubblica e privata e la competitività dell’industria dell’automotive.

La cornice è quella del Manufacturing & Competence Center (MCCT), che sorgeranno nell’area TNE, nella zona Mirafiori sud di Torino, già storico polo industriale della FIAT, sono progetti che puntano a un rilancio economico e sociale di un’area che è simbolo dello sviluppo industriale del nostro Paese. Si tratta di uno dei sei poli, che comprendono il polo dell’Automotive (Mirafiori sud), la Città dell’Aerospazio (corso Marche), l’Energy Center, l’Innovation Center, il Polo per l’economia circolare e la Città della Salute. Qui verranno coniugati eccellenza, ricerca e innovazione. 

Proprio nella sede di Mirafiori, in questi mesi, inizia la produzione della 500 elettrica. 

Il progetto – al centro della visita del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, lo scorso ottobre – è stato messo in piedi e portato avanti con la collaborazione del Governo, della Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Città di Torino, Unione Industriale, Camera di Commercio, Politecnico di Torino e Università degli Studi. 

Con questi 20 milioni, quello che era un grande progetto di rilancio della Città su cui lavoriamo dal giorno del nostro insediamento, diventa finalmente una realtà concreta. Finalmente possono partire le azioni che daranno il via a una delle più grandi trasformazioni urbane, economiche, industriali e sociali degli ultimi anni. 

Non mi stancherò mai di ribadire il motivo per cui su questi progetti di reindustrializzazione, come Amministrazione, puntiamo in maniera così determinata. 

Torino è stata capitale della manifattura, dell’industria e motore dell’economia italiana. Casa di eccellenze ammirate ed esportate in tutto il mondo. Culla di innovazioni che hanno cambiato la vita di intere generazioni. 
Noi, di questi talenti, di questa capacità di cambiare e di migliorare continua, non possiamo farne a meno. 

Sbaglia chi pensa che Torino e il nostro territorio possano fare a meno dell’industria. Sbaglia chi pensa che si possa vivere solo di cultura e di turismo. Cultura e turismo sono asset strategici, questo è fuori da ogni dubbio, e noi continueremo a investirci affinché i numeri continuino a crescere come hanno fatto in tutti gli ultimi anni. 
Ma non bastano. 

Abbiamo bisogno di aziende, di imprese, di manifattura e di eccellenza. Certo, che sappiano guardare al futuro. 

Negli ultimi dieci anni l’innovazione tecnologica ha stravolto modelli che sono sopravvissuti per quasi un secolo. Ci sono due modi per affrontare questo cambiamento: ancorandosi al passato, sperando di reggere l’urto di quest’onda oppure anticipare il cambiamento e creare nuovi modelli. 

Noi siamo convinti del secondo approccio. Ed è quello che stiamo facendo. Mettendo al primo posto produzione di avanguardia, innovazione, sostenibilità, ma anche nuove forme di welfare e di economia. 

Nei poli dell’Area di Crisi complessa si realizzerà tutto questo. E noi continueremo ad essere in prima linea.